Cazzo mi metto #17

L’outfit per stasera è ispirato alla mia eterna musa, Alexa Chung (Alexa, se mi leggi, sappi che ti amo e ti ringrazio). Uscire con il maglioncino si può, basta sceglierne uno con dettagli originali. Il color blocking detta tutto l’outfit, che si basa su una palette di colori freddi come il carta da zucchero, il verde bottiglia e il blu. A scaldare il look, qualche dettaglio di oro, rosa e gli accessori bordeaux.

Cazzo mi metto #17

 

#GOALS: Elle Fanning

Piccola ma già con le idee chiare, Elle. In pochi anni è riuscita ad imporsi e a surclassare la sorella maggiore Dakota. Pur avendo 17 anni, ha già una filmografia degna da attrice navigata e uno stile che fa invidia a tutte le colleghe più grandi. Per esaltare la pelle diafana e i bellissimi capelli biondi, Elle gioca sapientemente con i colori pastello e i bianchi. Il suo look da Lolita è vezzoso ma allo stesso tempo deciso e ricco di personalità. Ma solo io a 17 anni mi vestivo come una scappata di casa?

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Che dire di questo splendido abito glicine e bordeaux con ampie trasparenze? FA-VO-LO-SA

 

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Bellissimo questo spezzato in cotone rosa a quadretti. L’abbinamento con i mules gialli e bianchi è azzecatissimo!

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Pazzesco questo total look Miu Miu: abitino bicolor pied de poule, soprabito azzurro, borsa a mano bianca e bellissime décolleté a fiori.

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Anche con lo stile casual Elle ci sa fare: jeans scuri a vita alta, tee bianca, cappottino maschile e stivaletti a punta.

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Magnifica nell’abito a campana celeste con applicazioni di Prada, abbinato alle scarpe argento.

Cose fiche che non ho i soldi per comprare: Il giacchino ricamato

Il giacchino ricamato è un evergreen della moda: il ricamo, preziosissimo e fatto a mano, era il massimo del lusso all’inizio del secolo scorso. Oggi il giacchino è un pezzo più accessibile e decisamente meno esclusivo, tanto che è stato anche trasformato in sofisticati bomber in tessuto tecnico, che mantengono però quella magica allure d’altri tempi. È un capo molto versatile, in grado di ravvivare anche il più banale dei jeans, e ideale come capospalla, da portare sopra un semplice tubino nero.

Cose fiche che non ho i soldi per comprare: il giacchino ricamato

 

Cazzo mi metto #16

Ci sono sere in cui la voglia di vestirsi bene è pari a zero, ma la tua coscienza insiste per non farti uscire elegante come un sacchetto dell’umido. Quando non hai proprio voglia di aderenze e trasparenze, l’ideale sono un bel paio di pantaloni baggy, da abbinare a un po’ di tacco (giusto per non sembrare Aladdin). Non serve nemmeno sforzarsi troppo per gli abbinamenti: se vai con i colori neutri e quel pizzico di oro non corri nessun rischio.

Cazzo mi metto #16

 

#GOALS: Marina Lambrini Diamandis (Marina and the Diamonds)

Marina Diamandis è la mente che sta dietro a Marina and the Diamonds, fantastica cantante e autrice britannica dalle inequivocabili origini greche. Il suo stile è PAZZESCO, un mix tra una femminilità retrò e un pop spregiudicato. Si distingue sempre dalla massa, anche musicalmente, senza però scadere mai nell’eccesso o nel ridicolo. Abbandonate le chiome cotonate del periodo Electra Heart, Marina ha oggi trovato un look creativo ma allo stesso tempo oddio-ma-come-può-essere-così-fica.

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Originale e bellissima la giacca con maniche a campana a fantasia astratta, portata con dei pantaloni lucidi bianchi e le décolletés oleografiche.


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Una moderna Mercoledì Addams con la blusa di velluto portata con la camicia bianca, la gonna a ruota longuette, pumps e calzini. Con l’aggiunta di un paio di strepitosi occhiali da sole!


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Adoro l’abbinamento della gonna a matita stretch con la T-shirt grafica! A ravvivare il look, un bauletto fucsia. Brava!


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Spettacolare questo outfit! L’abito lungo bianco è portato con un cappotto color carta da zucchero e una stola in pelliccia color crema. Azzecatissima la scelta della borsa a mano.


The Brit Awards, Arrivals, O2 Arena, London, Britain - 25 Feb 2015

Spettacolo puro anche sul red carpet, con questo abito a sirena di strass, con profondi spacchi sul davanti. A rendere il tutto in pieno stile Marina c’è la stola di pelliccia color pistacchio e il rossetto viola.

Cose fiche che non ho i soldi per comprare: Wrap dress

Diane Von Furstenberg rivoluzionò gli anni ’70 inventando un abito semplice ma di incredibile effetto: il wrap dress. Se DVF è riuscita a cambiare un’epoca con un vestito, certamente riuscirai anche tu a cambiare il tuo guardaroba! Si tratta di un abito dallo scollo incrociato (per questo wrap) che si chiude con una cinturina in vita. Riportato in auge grazie al bellissimo film American Hustle, le sue linee semplici e la vestibilità perfetta lo rendono adatto in moltissime occasioni. Certamente, puoi scegliere una variante a fantasia per il giorno e una a tinta unita per la sera.

Cose fiche che non ho i soldi per comprare: Wrap dress

 

Monday Sucks: Punk is dead

La mia adolescenza è stata segnata dall’incapacità di mettere l’eyeliner e dalla folgorazione che ebbi non appena ascoltai Never Mind The Bollocks. Da quel momento, sentii la fortissima esigenza di procurarmi un fidanzato punkabbestia e un sacco di vestiti sdruciti. Mi infilai una spilla nell’orecchio, i Dr. Martens e diedi il via alla fase più autentica della mia vita.

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Ragazzi punk negli anni ’70.

Pian piano, scoprii che essere punk trent’anni dopo il punk non funzionava più di tanto. Pur non avendo mai perso la vena ribelle e l’amore per quella musica, mi sono data una calmata. Non ho buttato le magliette dei Ramones e dei Sex Pistols, tanto meno il mio gilet DIY dei Clash! Il punk è tante cose, ma è stato un movimento giovanile come tanti altri, ed è presto diventato moda. C’è un meccanismo perverso, nelle correnti giovanili, che fa sì che si estinguano non appena raggiungono un grosso numero di persone. Anche il punk, rassegnamoci, è ormai morto e sepolto.

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Qui e in copertina, That’s so Punk!, fotografie di Manolo Campion per V Magazine

Nel bene o nel male, qualcosa è però sopravvissuto: la moda punk. E per moda intendo proprio magliette bucate, calze a rete, anfibi con la punta di metallo e il mitico chiodo con le borchie. Responsabili di tutto ciò gli stilisti, Viviene Westwood, su tutti.

Vivienne Westwood è il punk fatto persona: dopo gli studi in moda e oreficeria, conosce Malcom McLaren, l’inventore e manager dei Sex Pistols, con cui apre il celeberrimo Sex e di fatto contribuisce e creare lo stile destinato a cambiare un’epoca.

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L’articolo di Harper’s Bazaar dedicato a Vivienne, l’ultima punk rimasta.

Il punk è innanzitutto uno stile di vita: indossare un chiodo Burberry da 2500 sterline non significa essere punk. Certamente, questo stile può però influenzare il nostro look o il nostro OOTD. Come?

Monday Sucks: Punk is dead

 

I pantaloni tartan (Vivienne Westwood) sono un must nella scena punk, così come il chiodo di pelle (vintage), rigorosamente personalizzato con borchie e patch dei gruppi più amati. Immancabili le maglie dei gruppi (Amazon), meglio ancora se sdrucite e bucate. Le ladies punkabbestia non rinunciano alla gonna animalier (Altuzarra), al top a rete (Boohoo) o a un minidress in pelle (MM6 Maison Martin Margiela). Gli accessori sono aggressive, persino il portachiavi (Burberry). A completare ogni look, clutch con le spille (Saint Laurent), anello con il teschio (Alexander McQueen) e gli irrinunciabili anfibi (Saint Laurent).